- parole -
1.
pietra e ferro
e la vita scorre.
ma in questo momento immobile
tutto
è fermo.
nessuno va.
nessuno torna.
...e anch’io voglio restare.
(circum.19ott96)
3.
MEDEA
bianche rocce sono luoghi
e cattedrali e statue sacre.
tu, la grande madre
tu, la dea crudele
con un solo sguardo generi
e uccidi.
ampi gesti nelle tue mani
raccontano la vita.
antiche parole respiri
esse si appoggiano sulle tue labbra
e versi
incompiuti
trovano compimento.
(17set97)
10.
in questo luogo, confine
tra due vite, nulla sopravvive.
come la sabbia a riva, il mare
prende in sé tutto:
il mio odio e l’amore,
la mia vita e il tempo per morire;
e gli spigoli dell’anima
si sbriciolano in sabbia.
i pensieri soffiati via
dal vento caldo raggiungono
l’azzurra linea dell’orizzonte, e lì
stanno
continuando ad esistere lontani
irraggiungibili
non più miei ma del mare
restando
a lasciarsi arrossare dal sole.
ma di notte tutto cambia
il mare
pensando
i miei pensieri disciolti.
li raccolgo al mattino
stanchi e confusi
trascinati a riva insieme
a gusci di conchiglie
vuoti.
(s.Vito.14ago98)
21.
vorrei che sparisse
persempre
la voglia di te
persempre
cucita la bocca
che ancora impazzita ti cerca
persempre
silenzio se io
non posso cantare per te.
23.
mattino
(suite delle ore I movimento: lentissimo)
in mib.
trascina, quest’ora
pantofole sfatte dai sogni
rimasti attaccati alle dita
incerta e sfocata, la mano
non trova la porta del bagno;
il sonno sugli occhi, rappreso
e seccato si scioglie
al caldo tepore dell’acqua
ma dentro lo specchio
ristanno parole
sdrucite
e lontani
ricordi.
24.
meriggio
(suite delle ore II movimento: allegro)
in la magg.
è l’ora.
passeggiano i cani
e dietro di loro, fumando
distratti padroni vestiti da casa
sospirano al cielo i pensieri.
è l’ora che prende il caffè
in bianche tazzine,
risveglia i miei sogni assopiti
e porta a nuovo lavoro.
è l’ora
che tornano i bimbi da scuola
e tutti inzuppati di compiti
e pioggia
aspettano sere felici.
è l’ora che nonna
seduta alla sua finestrella
è immersa felice
nel caldo suo raggio di sole.
...e io
qui fermo aspetto il da farsi
che il sole ritorni
e insieme l’amore...
...preciso: che venga l’amore.
o almeno
mi lasci dormire.
25.
notte
(suite delle ore III movimento: andante)
in sib min.
la notte
oscura alleata del sogno
ricopre di nero le cose
ma l’anima brucia
la fiamma del sogno consuma la vita
e almeno
ne porta il profumo alle stelle.
25bis.
notte (verso l’alba)
(suite delle ore III movimento/bis: senza tempo)
brano atonale.
si spande e s’allarga nel gelo
stanotte la dolce canzone, la voce
di te
-il sapore del sogno
dischiuso nei fiori
dorati
delle tue mani diventa
colore
più denso
e il nero stanotte
-solo stanotte-
si tinge
di cenere gli occhi e d’oro
la faccia e le mani
fermo.
aspetto che il sogno ritorni
che entri
ancora negli occhi
il sapore di te.
26.
mezzogiorno
(suite delle ore IV movimento: moderato)
in sol magg.
è l’ora
del sole che scalda le mani
e scioglie fatica e sudore
è l’ora
del tempo che passa più lento
studenti distratti sognando
disegnano l’aria e colorano
il giorno che vive e si muove
ma io resto fermo
aspetto
che il tempo si compia
31.
‘na vrenzola ‘e sole
te passa int’’e mmane
te scarfa ‘nu poco
ma nun ‘a può astregne
se ferma int’all’uocchie
e te stuta ‘e pparole
aspetta sultanto
‘o tempo ‘e ‘nu vaso
t’appiccia l’ammore
e po’ se ne va.
(mamre.26marzo00)
48.
(rielaborazione di ‘Crepuscolo’ di Lalla Romano)
dai confini del mondo
s’addensa talvolta
nel crepuscolo il sangue vivo
ovunque disperso
le irsute montagne si placano
e dilaga, cupa e vermiglia la traccia
che imbeve la terra
s’arrestano al limite gli uomini
-non osano varcarlo-
ancora sorpresi
da tanto muto dolore.
(incoronata.17set01)
57.
stasera la luce
è lama decisa
che spacca
e sanguina il cuore
l’erba ricresce
più verde sulle ferite
e poi le disfà
in bianche margherite.
le colgo
come parole disperse
e insieme
raccolgo le foto
bagnate di lacrime e pioggia
che il dito impietoso di dio
ha scartato
lontano.
63.
sfiorarti
sentire il calore
tuo vibrare
...e arrossisci nelle mani
carezzarti
con gli occhi
e i pensieri
camminare
in te leggero
come il pensiero
di un dio lontano
e
come lui non lasciare impronte
mai
né pallide foto strappate
alle tue sabbie bagnate
lascio il vento
carezzarti le dune
e
ricolmarti di stelle
i respiri.
(aldilàdellenuvole)
74.
le sudate carte ingombre
delle nostre parole non dette
se le porta lontano il vento.
oltre le nuvole
nere
di pensieri.
le ritroveremo un giorno,
disciolti gli sguardi e le lacrime,
impigliate
ai bianchi capelli di Dio.
(s.Vito.13ago02)
86.
LEZIONI DI PIANO_ suite
I° movimento-moderato mosso in MI min.
...e lascio a te
la voce mia riempirti
le pallide onde di canto
nutrirti di miele
i deserti sommersi
volarti brillante di squame
nell’ali
adagiarsi
sull’umida sabbia dell’alba di noi
aspettando te
a cantarmi le note più alte.
II° movimento-andante maestoso il LA magg.
...e poi ti riprendo
mia voce e sorriso
mia nuvola e legno.
così
disperata mia arca
tremenda
alleanza lasciata alla terra
sigillo del bacio scordato
alla gelida bocca di un dio sconosciuto
e distratto
così ti riprendo più limpida
e pura di baci.
III° movimento-lento lamentoso in MIb min.
ti vendo a pezzi il mio corpo se tu
mi lasci indietro la voce
la voce di pane e risate
la voce di vino e incantesimi
la voce profonda e soave
di fragole e miele.
IV° movimento-finale RE magg.
respiro il tuo corpo
-desiderio e speranza-
dall’odore tuo riposto
in me
ché lo custodisca
scrigno
segreto di noi
voce e sguardo di te
piccolo sogno
svanito all’alba.
99.
e si 'o mare te chiamma,
che ffaje?
nun rispunne?
t'annascunne int' 'e ssenghe d' 'e mmure
tremmanno,
aspettanno che passa,
aspettanno ca zitta
'sta voce
se stuta?
chella, 'o ssaje,
è 'a voce d' 'e suonne
'a voce 'e chi chiamma
e nun sape,
'a voce 'e chi aspetta
e nun canta,
'a voce d' 'e pprete
che sanno e nun ponno parlà.
sultanto 'sta voce io sento
'sta voce 'e nanonna scetata
che pure si già staje durmenno
te canta
pe tutta 'a nuttata
'ammore purtato d' 'o viento.
ma tu nun 'e gguarde chist'uocchie
ca sempe te cercano 'e mmane,
nun saje
ca pure si chiove a zzeffunno
dimane
putesse ascì 'o sole.
119.
impossibile chiamarti
dalla profonda distanza che mi lasciasti.
impossibile raggiungerti
o parlarti, persino urlare è inutile
qui
in fondo al dolore mio grigio
di sogni disfatti e lacrime
asciutte.
impossibile vederti
rinchiuso come sei nel mondo tuo
cieco e senza sogni
a consumare vite
come candele.
per un giorno e un persempre fu bello
il corpo tuo e l’odore di te
e il cielo
di mille tramonti
ricadde rugiada bruciando
amarezze
e ferite
e sangue rappreso.
impossibile adesso riaverti
un ritorno
sarebbe
senza più andata.
e scorrono via
i minuti di tutti i persempre
detti una volta soltanto.
una volta ciascuno.
(11 maggio 03)
120.
spento
sì, spento
dalle labbra tue senza baci
dalle lame tue coltelli
alla schiena già a lungo ferita
spento
dalle labbra tue chiuse
a non volermi.
(26 maggio 03)
121.
lo ritroveremo -un giorno-
il nostro bacio perduto
sarà sotto un tetto di nubi
ansimando
sarà perduto
nella polvere di stelle
di una spiaggia senza mare
sarà su altre labbra e altri colori
sarà su altre mani e sotto altri cieli.
lo ritroveremo -un giorno-
quel bacio mai dato
quel bacio sospeso
in cima
al confine di un mai
sprofondato
nell'abbraccio
azzurro
di un persempre.
lo ritroveremo quel bacio
straziato
da bocche affamate
sgualcito
da mani rapaci
sporcato
da sguardi lascivi.
lo ritroveremo -un giorno-
quel nostro bacio
e solo allora
saprò che ti ho avuto
un giorno soltanto
e solo allora
saprò perderti
persempre.
(09 giugno 03)
127.
ci siamo cercati
e persi ancora una volta, cercati
trovati e già persi ognuno rinchiuso
nel proprio mattino, cercati
e per caso trovati e già persi
in un logico battito d’ali
e di ciglia
(09 luglio 03)
138.
il pensiero di te è sabbia/colorata che scivola via dalle mani e mi lascia/nel palmo pietre/preziose e conchiglie in frammenti.
il pensiero di te è il profumo della notte/limpida e delicata che mi nutre/ai suoi capezzoli.
il pensiero di te è il frinire di cicale/lontano sottofondo al silenzio del grano/che mi sussurra armonie di te/e dei tuoi sguardi.
il pensiero di te è il gocciare/lieve di pioggia su larghe/placide foglie di magnolia/che mi bagna di vita le mani ferite.
il pensiero di te è il sangue/mare in me che s'infrange/contro il respiro e risuona/di grida e risate.
il pensiero di te è l'ombra/che wendy, attenta, ricuce/alle scarpe mie distratte/è la luce del sole che rivedo in ogni lampione/è il rosso colore di ogni pensiero felice/è la porta dischiusa ad accogliere il cielo. e sei tu.
e ogni momento diventa persempre.
a Francesco
(19 maggio 03)
161.
primo giorno di sole e ragazzi
nudi nei prati
a prendere colore dopo il grigio
d’inverno
ma non basta un giorno di sole
a fugare coltri di nuvole nere
profonde
mani nell’anima
e raccolgo le briciole
sudando parole spente
a mani nude d’amore.
165.
rimbalza ancora sulle tegole
del letto il tuo sguardo penetrante
e inquieto insieme.
sento ancora il tuo odore di vento
e lacrime e respiro
di umana verità.
ed il cuore tuo che batteva limpido
nell’eternità verticale di un momento.
199.
il volto è il luogo dell’anima
è qui che l’anima si manifesta
e prende forma, e corpo.
il volto è luogo selvaggio di frontiera
linea articolata del confine tra dentro
e fuori, essere veramente o solo
apparire.
il volto è libertà di espressione
e schiavitù
di essere
sé
profondamente sé
e nient’altro.
il volto è il racconto –inevitabile
incontrollabile e vero- dell’anima
-e riassunto del corpo-
insieme essenza e verità interiore
inafferrabile nascondiglio di sommosse
e inquietudini:
persona.
e maschera.
(che sono la stessa cosa)
MASSIMO SERZIO